• Inclusione

    Una scuola inclusiva

    L’inclusione è un diritto fondamentale ed è in relazione con il concetto di “appartenenza”. Le persone con o senza disabilità possono interagire alla pari. Un’educazione inclusiva permette alla scuola regolare di riempirsi di qualità: ciascuno é benvenuto, può imparare con i propri tempi e soprattutto può partecipare, e tutti riescono a comprendere che le diversità sono un arricchimento. La diversità é normale. E lo stesso per l’università, il lavoro, i trasporti, la vita sociale e culturale. Scopo dell’inclusione è quello di rendere possibile, per ogni individuo, l’accesso alla vita “normale” per poter crescere e “svilupparsi” totalmente. (Andrea Canevaro)

    L’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili è stata una conquista, forse ancora non completamente raggiunta, ma che ha significato l’innalzamento del grado di civiltà della società.

    L’integrazione implica il cambiamento, la flessibilità e la capacità di adattamento. Sicuramente la scuola è il luogo privilegiato in cui può costruirsi ed espandersi il percorso d’integrazione. Occorre attivare una didattica personalizzata flessibile, percorsi educativi e formativi mirati, che tengano conto delle potenzialità e delle capacità di ciascun alunno e che favoriscano lo sviluppo globale della persona; attività socio-relazionali che permettano l’aggancio costante con il gruppo classe, in cui la condivisione del tempo scuola diventi momento di crescita e confronto.
    Attraverso una proficua collaborazione tra i docenti curricolari e di sostegno del Consiglio di Classe, e il coinvolgimento di tutto il personale scolastico, si può raggiungere l’obiettivo che vede lo studente disabile non solo “inserito”, ma “accolto”, integrato nella scuola, dove lo sviluppo della persona è inteso come un processo di crescita in costante divenire, basato sull’attivazione di buone prassi quotidiane, dove l’attenzione, la sensibilità nell’ascoltare i bisogni di chi è più fragile diventa una consuetudine del proprio relazionarsi.
    Occorre quindi tener conto, degli apprendimenti, dell’aspetto relazionale e della dimensione del sé dell’alunno diversamente abile, al fine di promuovere il Progetto di Vita che inizia a costruirsi a scuola (per poi realizzarsi nell’adultità), indispensabile per favorire un inserimento dignitoso nel mondo “reale”.
    La progettazione del Piano Educativo Individualizzato dello studente è condivisa, attraverso incontri programmati e strutturati, con le figure di riferimento dell’AUSL, i Servizi, Sociali, la Famiglia (e la scuola), e durante i quali vengono evidenziati gli obiettivi didattici e trasversali da perseguire.
    Le attività didattiche sono progettate attraverso varie modalità che tengono conto delle esigenze specifiche dell’alunno e che permettono un graduale potenziamento delle sue autonomie e delle sue capacità. Si prevedono momenti di lavoro all’interno della classe, da privilegiare per quanto possibile e, momenti di attività individualizzata fuori dalla classe, in laboratori o in setting riservati. Le attività previste degli alunni diversamente abili possono prevedere percorsi alternativi anche fuori dagli spazi scolastici, progettati collegialmente e in collaborazione con la famiglia e all’equipe pedagogica, che vengono strutturati attraverso specifici progetti compresi all’interno del Piano dell’Offerta Formativa.
    Il percorso scolastico dell’allievo diversamente abile può portare al conseguimento della maturità o, in alternativa al conseguimento di crediti formativi utili per l’ inserimento nel mondo del lavoro.
    Nell’area dell’integrazione scolastica, per il 2013/14 sono proposti:

    • il progetto Accoglienza
    • il progetto Piscina (in rete con altre realtà scolastiche)
    • il progetto di Alternanza scuola lavoro / socio relazionali
    • il progetto “Un tutor per amico” (Provincia di Parma – e Fondi Propri)

     

    Il collegio docenti , nella seduta del 23 ottobre 2014, ha deliberato, come richiesto dalla normativa vigente, il PIANO ANNUALE DELL’INCLUSIONE.